domenica 1 giugno 2014

Riserva d'acqua e desalinizzatore



Per un viaggio così lungo, in luoghi dove spesso reperire l'acqua è difficile e sopratutto in previsione delle due traversate Atlantiche, rivedere l'impianto idrico di Hiera m'è sembrato doveroso.

Prima di tutto ho dotato la barca di un terzo serbatoio, portando la riserva d'acqua da 630 a 850 litri. Il terzo serbatoio è stato installato di traverso sotto le cuccette di prua, sfruttando la curvatura della pancia della barca. Dopo aver preso le misure ho fatto costruire da un fabbro il serbatoio in acciaio inox e l'ho fissato con delle staffe alle paratie. Per evitare qualsiasi movimento ho riempito gli interstizi tra serbatoio, sentina e paratie dei letti con schiuma di poliuretano espanso, avendo l'accortezza prima di spruzzarlo di rivestire le pareti dei mobili e paratie con dei sacchi neri tagliati (quelli che comunemente si usano per l'immondizia). Non dimenticatevi di mettere i serbatoi in acciaio, con un filo di rame collegato alla massa della barca per evitare che le correnti galvaniche lo buchino!

La scelta del desalinizzatore:
Volendo essere autonomi e navigare senza l'angoscia di rimanere senza acqua potabile ho deciso che non avrei potuto fare a meno di un desalinizzatore!  Ma quale scegliere ? 





Ho iniziato a documentarmi, a confrontare i modelli in circolazione, visitando alcune aziende  o stand durante il salone nautico. Alla fine, con una punta di orgoglio, ho scelto un modello prodotto da un'azienda della mia città la Osmosea di Marsala,  

http://www.osmosea.it/ita/index.html
una piccola azienda artigianale che costruisce con standard qualitativi molto elevati. 
Uno dei titolari, Mario Alagna è anche un ottimo velista, quindi ha compreso immediatamente quali fossero le mie esigenze.
Il modello che monterò produrrà 100 l/h , le sue caratteristiche salienti le posso riassumere in tre aggettivi: semplicità, efficacia e robustezza, qualità quest'ultima necessaria ad ogni cosa che montiamo in barca ed è anche il motivo principale per cui l'ho scelto!


 Da notare i telai tutti in acciaio inox 316
Lo stesso modello è stato montato da Andrea Mura su "Vento di Sardegna" durante la rotta del Rhum!

Esistono tre modi differenti per far funzionare un dissalatore:
Quelli a 220v , che necessitano di un generatore, che io non ho e quindi non ho valutato. Quelli a recupero di energia, che funzionano con le batterie di bordo. Tuttavia, anche se la tecnologia ha fatto passi da gigante, non li ritengo completamente affidabili. La mia scelta è caduta sull'ultimo tipo. E' azionato meccanicamente dal motore che tramite una puleggia innesca la pompa dell'acqua di mare. Ad oggi sono, secondo me, questi ultimi i più affidabili ed efficienti nella produzione di acqua, rispetto al modello elettrico che funziona con le batterie di bordo.

Altra particolarità di questo modello è la possibilità  di installare i vari componenti separatamente, sfruttando al meglio gli spazi esigui delle nostre imbarcazioni.
Appena montato dai tecnici Osmosea, lo testerò per tutta l'estate e scriverò le mie impressioni sul blog.

componenti desalinizzatore Osmosea con i ves in carbonio
Buon vento!